Viscontessa, 16 Agosto 2008
Che fai, leggi?
Leggo anche io.
Lui legge i Promessi Sposi e lei il Kamasutra. Finemente rilegati.
Io su questa pubblicità mollo, mi sono sorbita la raccolta dei Santini da collezionare, il rosario di Padre Pio, Pittura facile, Minerali dal mondo, costruisci il tuo orologio a cucù e crea da sola i tuoi lavori a maglia.
Vado.
Un settimana.
Non finitemi i santini.
Senza nome | 2 commenti »
Viscontessa, 13 Agosto 2008
“Allora bene eh”
“già”
“sei contenta?”
“molto contenta”
“e adesso?”
“mah vedremo”
“già, goditi il momento, poi avrai temo per pensarci”
“già”
“però bene, no?”
“senti scusa, ma di cosa stiamo parlando di preciso?”
“ho letto”
“capisco. Di tanto in tanto lo faccio anche io”
“sarai contenta no?”
“di leggere?”
“no dell’articolo”
“beh si certo, molto contenta. Quale articolo?”
“ti ho vista sul giornale, quell’articolo sui blogger”
“ah ecco, ora ci sono”
“e ora?”
“ora cosa?”
“ora vorresti pubblicare qualcosa?”
“cioè scusa, cosa dovrei pubblicare? Un articolo? O qualcosa sul blog?”
“no dicevo, ora vorrai pubblicare il tuo blog”
“ehm no, veramente proprio no. Preferirei andare in ferie”
“ah no? Pensavo che adesso volessi pubblicare il blog”
“a parte il fatto che tempo fa ho pubblicato qualcosa preso dal blog ma no, adesso non voglio pubblicare proprio niente”
“peccato”
“anche no”
“no dicevo peccato che l’abbiamo letto solo noi”
“che vuoi dire?”
“No, no per carità, noi siamo in tanti ma il Corriere della Sera lo vendono solo a Firenze giusto? Pensa se a leggerlo fossero stati in tutta Italia, secondo me qualche casa editrice ti faceva pubblicare un libro.”
“mah non disperiamo dai, pare che il Corriere della Sera arrivi persino a Scandicci”.
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Viscontessa, 6 Agosto 2008
Parliamo. Cioè dai voglio dire parliamone. L’argomento se vuoi sceglilo tu ma qui fa caldo, è agosto, io devo lavorare, soffro di insonnia e le città si svuotano.
Certo non esistono più neanche le mezze stagioni ma adesso in compenso abbiamo l’esercito che veglia sulla nostra incolumità cittadina mentre noi siamo al mare. O almeno voi.
La prima giornata di guerra si conclude comunque con una vittoria. Fermati due sporchi negri che vendevano un paio di canne oppure fermati due magrebini in possesso di droga.
Io comunque mi sento molto più sicura, sarà che non sono al mare ma che soprattutto a Firenze l’esercito non ce l’hanno mandato.
Secondo me con tutte le buche e le voragini e i cantieri che abbiamo in città non avrebbero saputo dove parcheggiare il carro armato.
Però se vuoi parliamo di Berlusconi e non ti preoccupare non voglio farlo per parlarne male.
E come potrei? Dopo l’ennesimo intoppo su una figa che questa volta ha avuto la spudoratezza di nominare ministro, ha finalmente capito il valore della famiglia. O il valore dell’immagine della famiglia se preferite.
D’altra parte finchè le fighe le sistemava in televisione ci si poteva anche stare ma rivestirle e per giunta Armani e spedirle a Palazzo Chigi è stata davvero una mossa sbagliata.
Meno male ha capito i suoi errori.
Alla prossima se non altro non darà il portafoglio. O i vestiti.
Mi chiedo solo però, cosa accidenti avrà mai potuto promettere alla Veronica per convincerla, dopo tanti anni nei quali nella migliori delle ipotesi la si vedeva in compagnia di altri uomini, a farsi fotografare mano nella mano con lei.
Tutti i giornali di gossip riportano le foto di questi idilliaci fine settimana di Berlusconi in famiglia e oggi, forse perchè le prestazioni della Veronica sono a scadenza e lui comincia ad avere fretta, se ne è parlato pure al TG5: “se ho fatto la pace con mia moglie?” dice il Berlusca “no davvero, si fa pace solo se prima c’è stata guerra e noi non siamo mai stati in guerra”.
Ma solo io ho la sensazione che talvolta forse e magari solo per il nostro bene quest’uomo ci prende un po’ per il culo?
Va bene smetto, cerca di capirmi però, la stagione è quello che è e certe letture, anche se non ti interessano, te le trovi nella cassetta della posta come le bollette che tra l’altro, diciamolo, sono aumentate.
Aumenti paurosi e gli italiani sono alla frutta anche perchè la pasta e il pane sono aumentati.
Aumenti insopportabili per le famiglie italiane costrette, al rientro dalle ferie, a fare i conti con una ulteriore perdita del valore di acquisto dell’euro.
Maledetto Euro, per il precedente governo Berlusconi è stata tutta colpa sua ma se il cavaliere non è riuscito a far niente in cinque anni per annientarne gli effetti negativi, allora la colpa è del caro petrolio e delle banche.
Già, tutta colpa della banche che lucrano sulla miseria delle famiglie italiane.
La banca non ti da un mutuo perchè sei un precario? Eliminiamo i precari, semplice.
D’ora in avanti tutti stagisti senza stipendio che questo tipo di contratto qui ancora non lo abbiamo valorizzato abbastanza.
Aspetta dai non scappare, se Berlusconi non ti piace posso parlarti del Papa che sta in Val Badia a pregare per le Olimpiadi.
Oppure ti posso parlare delle Olimpiadi di Pechino che adesso ha un cielo terso come quello che splende sopra al K2. C’è lo smog? Prendi un miliardo di cinesi e mettili ad aspirare smog tutto il giorno. Tanto quel miliardo lì è disoccupato perchè prima di fargli aspirare smog gli hanno chiuso la fabbrica dove lavorano che inquina.
Diritti umani, anche Veltroni ormai rappresentante di tutte le anime perdenti in generale, ha detto che si che no.
D’altra parte un tizio di nome Gasparri che passava per caso dal parlamento oggi ha detto disertiamo le Olimpiadi. O qualcosa del genere che io quando parla non lo capisco neanche.
Ma perchè ci sono le Olimpiadi? Fa di rimando Brunetta che sulla scia dell’entusiasmo promette il ritorno dei Giochi senza Frontiere e della proiezione de La Corazzata Potekmin per tutti gli impiegati statali. “Ne resterà solo uno!” ha urlato l’highlander di Lilliput in piedi sulla sua poltrona da Ministro. E non si è capito se si riferiva ai lavoratori statali, agli atleti non dopati che parteciperanno alle Olimpiadi o alle teste di cazzo in generale. Si, rimarrà comunque sempre una testa di cazzo di troppo ma da una settimana fa molto caldo e ancora non ho visto le immagini di Via Manzoni a Milano soffocata dall’afa. O erano immagini del repertorio dell’85 per testimoniare l’esodo estivo?
Comunque vadano le cose è “una vera e propria emergenza”.
Che quelle semplici ce le siamo già giocate tutte.
Io invece non so se riesco ad riemergere.
in salotto | 6 commenti »
Viscontessa, 4 Agosto 2008
Oggi mi è morto un piede, mi è morto il piede destro e presto dovrò seppellirlo insieme al pezzo di intestino che mi è morto l’anno scorso.
La mia voce invece è ancora viva ma langue in fondo a questa gola intasata dal grosso tubo che mi aiuta a respirare e questa mano che non mi appartiene più mi tiene compagnia durante la notte come l’orsacchiotto di peluche nel mio letto di bambina.
Oggi mi hanno truccata, mentre il mio piede moriva, le mie labbra si facevano di un rosa pallido, quasi timido, il rosa del giorno di festa e di questa donna che non conosco ma mi parla con tono confidenziale mentre sbircia l’orologio, richiude il rossetto e mi chiama amore per invitarmi a girarmi su un fianco.
Mi chiamano amore, tesoro, pulcino. Sono la loro bambola di pezza che giace in questo letto ormai da anni e da anni muore un pezzo per volta come una pianta a cui si avvizziscano lentamente le foglie, una bambola a cui domani dovranno amputare un piede che si è lasciato morire di inedia tra le lenzuola maleodoranti del mio letto.
I primi tempi avevo tanta paura, avevo paura di vivere, avevo paura delle infermiere e dei dottori, temevo il mio intestino e la mia vescica, mi terrorizzava quella mano che non conoscevo e quel tubo che mi impediva di parlare. Avevo paura dell’immediato e dei miei stupidi organi che mi avrebbero abbandonato un po’ per volta e osservavo con diffidenza il mio cervello chiedendomi se sarebbe riuscito a sopravvivere a tanta umiliazione.
Avevo paura di vivere, avevo paura di vivere in compagnia dei miei ricordi.
Adesso che mi rendo conto che i ricordi svaniscono quasi senza lasciare traccia, ho paura di morire.
Adesso mi sveglio nel cuore della notte e nell’oscurità fisso una macchia nella parete di fronte fino a quando non riesco a metterla a fuoco, a volte ci vogliono ore ma le ore sono un concetto di cui non ricordo più il significato mentre il contorno irregolare di quella macchia è il mio punto di riferimento, il mio compagno di vita, l’unica cosa per cui valga la pena vivere.
Una piccola macchia di muffa che con gli anni è andata ora scomparendo ora allargandosi, una muffa viva che chiama il mio sguardo e mi conferma nella sua evoluzione che ancora non sono diventata cieca. Vivo per lei, mi sveglio all’improvviso nella notte e la cerco come un neonato cerca il capezzolo della madre, vivo perchè lei è viva e non mi chiama pulcino mentre guarda l’orologio, vivo perchè posso vederla e osservarla e qualche volta sono persino riuscita ad annusarla e chiudendo gli occhi, anche ad accarezzarla con la mano morta che mi tiene compagnia.
Se potessi parlare mi direbbero che sono diventata matta ma io lo so di non essere matta ma solo troppo malata persino per morire.
L’altro giorno è venuto uno dei volontari del centro a leggermi il giornale. A me di cosa succede nel mondo esterno non mi importa più niente ma se posso osservare la mia macchia, ascoltare non mi da fastidio. Leggeva il giornale e poi mi spiegava le notizie come se non fossi in grado di capire, ma quando non hai modo di esprimerti gli altri finiscono per pensare che tu non sia neanche in grado di capire e ormai non me la prendo più.
Lo ascoltavo osservando la macchia che da qualche giorno si era fatta più sbiadita. Pensavo che doveva essere arrivato l’inverno e dovevano aver acceso i radiatori che seccano l’aria e si portano via le macchie di muffa per un po’. Lui tanto parlava di qualcosa che non mi interessava ma poi ad un certo punto ha posato il giornale sulle ginocchia e mi ha chiesto cosa ne pensassi io dell’eutanasia.
Non è la prima volta che qualcuno parla di eutanasia in mia presenza ma mai nessuno, sapendo che non posso rispondere, mi hai chiesto cosa ne pensassi io.
Lui mi ha guardato solo un attimo, non che io abbia visto i suoi occhi perchè i miei fissavano altrove, ma li ho sentiti posarsi inquieti ed angosciati su di me e ho capito quanta pena e quanta pietà dovevo fargli quel che è rimasto del mio corpo. Poi ha ripreso il giornale e si è rimesso a leggere.
Io tanto sono tornata a fantasticare sulla mia macchia.
Tanti anni fa avevo paura di vivere ma adesso ho paura di morire. Non sono matta ma non posso lasciare la mia macchia da sola e devo aspettare che torni la primavera per chiederle come sta.
La mia eutanasia è questa: la pietà per il mio corpo che gli uomini non mi hanno mai concesso, me l’ha offerta la mia mente. Io sono già morta, ero già morta molto prima che la morte si portasse via anche il mio piede destro.
Sono morta per sopravvivere, sono morta affogando dolcemente dentro ad una macchia di muffa.
Non sono matta.
Perchè ognuno abbia il diritto di scegliersi la sua morte.
lo studio | 3 commenti »
Viscontessa, 4 Agosto 2008
Esistono due tipi di portatori sani di esempi.
Gli ingenui, quelli che quando ti punge una zanzara ti dicono che un loro amico è morto per una cosa simile.
I maligni, quelli che quando ti punge una zanzara ti dicono che avevano un amico che fingeva di essere allergico alle zanzare per lamentarsi e prendere tre giorni di malattia.
Con i primi ti tocchi, i secondi li schiacci.
Postriciclo | Un commento »
Viscontessa, 1 Agosto 2008
Caro diario,
riapro queste dolorose pagine piene di ricordi solo per farti sapere che a me non mi importa niente se si sono dimenticati di linkare anche il mio post sul loro blog. E anzi non mi importa neanche niente se non mi hanno fatto salire sul palco a parlare dei blog. E poi guarda, già che ci sono, non mi importa proprio un fico secco se non mi hanno neanche fotografata.
Ecco, che tanto al mondo c’è chi mi vuole bene lo stesso e poi io non sono di quei blogger che se la tirano e pensano sempre di sapere tutto di tutto e non me la prendo neanche un po’ per queste cose che tanto domani su Io Donna del Corriere della Sera gli ho detto quello che penso di loro.
Ora vado a fare merenda ma ti lascio un paio di parabole che sono state scritte proprio per me.
“Ti rendo lode, Viscontessa, Signora del web e della blogsfera, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Viscontessa, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dalla Viscontessa mia; nessuno conosce i blog se non la Viscontessa, e nessuno conosce Viscontessa se non i blogger e coloro ai quali i blogger vorranno rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete Io Donna del Corriere della Sera di domani e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio blog infatti è dolce e il mio peso leggero”. (Matteo 11, 25-30)
“Esulta grandemente figlio di blog,
giubila, figlia di internet!
Ecco, a te viene la tua viscontessa.
Ella è giusta e vittoriosa,
umile, cavalca il web,
un blog figlio di wordpress.
Farà sparire il carro da guerra di Blogbabel
e il dominio delle classifiche,
l’arco di guerra sarà spezzato,
annuncerà la pace tra i blogger,
il suo dominio sarà da mare a mare
e dal 2.0 fino ai confini di Youtube”.
(Zaccaria 9,9-10).
ps. Domenica con Liberazione la prima uscita estiva di Paparazzin. Adulatemi ed osannatemi.
Amen
in salotto | 8 commenti »
Viscontessa, 30 Luglio 2008
Ci sono dei periodi nei quali non riesco a capire se sono io ad essere fuori posto o sono i posti ad essere fuori da me e la cosa non mi piace affatto.
Mi guardo allo specchio e mi sembra di essere sempre la stessa persona poi esco per strada, vado al bar, in ufficio, al supermercato o dove vi pare e i luoghi non mi appartengono e non mi appartengono le molte anime che li popolano. C’è qualcosa, un’inezia, un dettaglio, una virgola che si frappongono tra me e gli altri siano essi luoghi, persone o cose. Una nota fuori posto e io son quella nota o lo sono le restanti note dell’opera della mia vita.
A volte faccio finta di non farci caso, altre mi pare di mascherare abbastanza bene questo disagio, altre ancora mi porto dietro con orgoglio questa menomazione ma quale che sia il mio atteggiamento so già che il finale sarà sempre lo stesso..
Non saprei neanche dire con precisione di cosa si tratta anche perchè questa sensazione non mi da tregua neanche quando sono da sola nel mio non spazio. Un libro, per esempio, non è più una pausa, un momento di evasione o di riflessione ma solo carne e carta, persona e cose, luogo e tempo nel quale non trovo la mia collocazione. L’autore mi guarda e spunta fuori dalle sue pagine per riprendersi le emozioni che non merito o farmi toccare la sua carne per rammentarmi che la sua mente non mi appartiene.
Se dovessi descrivere come mi sento, direi che non riesco ad allineare la mia sagoma ai miei colori sempre un po’ altrove, una sagoma trasparente con i colori sfasati come un fumetto di pessima qualità e ogni volta che provo a fare un passettino in avanti per raggiungermi ecco che la mia scala cromatica procede simmetricamente altrove.
Mi identifico senza un motivo apparente con un Pippo disneyano con lunghe e sottili orecchie prive di colore e uno sguardo appena accennato e sfuggente. Quel Pippo che non ho mai capito perchè mi viene sempre in soccorso per descrivere sensazioni appena accennate, intimità sotterrate da cumuli di consapevolezza, immagini superficiali di incertezze ingenue e incomprensibili come il puzzo di piedi che ho sempre associato all’odore delle noccioline che Pippo consuma per diventare un super eroe.
E va bene, fermiamoci qui sull’immagine di questo personaggio così controverso.
La storia non ha un finale, la mia la conosco sempre prima come se l’avessi scritta io stessa in una vita precedente. Forse sono stata un super eroe e mi reincarnerò in un arbusto di sambuco o forse sono stato un arbusto di arachidi americane e mi reincarnerò in un segugio con le orecchie lunghe.
Se solo credessi nella reincarnazione…
la cuccia del cane | Un commento »
Viscontessa, 28 Luglio 2008
Caro diario,
anche quest’anno sono stata in colonia con i miei amichetti e mi sono divertita molto anche se un po’ meno dell’anno scorso che noi “vecchi” si è detto di dire sempre che l’anno scorso era tutta un’altra cosa.
Quest’anno comunque i miei familiari mi hanno spedito in colonia fin dal primo giorno che loro mi vogliono molto bene ma me ne vogliono un po’ di più quando non gli sto tutto il giorno a dire di asciugare il lavandino quando bevono che altrimenti restano gli aloni o di pulirsi i piedi prima di entrare in casa che altrimenti fanno tutte le pedate e poi io devo spazzare e passare il cencio e io non sono mica la vostra serva e questa casa non è un albergo e cose così.
Quindi già mercoledì sera verso le sei ero a Gressoney e verso le sei e cinque avevo già capito che anche per quest’anno si trombava l’anno prossimo che infatti nel mio albergo c’era soltanto Patrizia, Laura e poi Zoro e Mantellini che però erano con la famiglia.
Comunque mi sono divertita lo stesso.
Giovedì Don Luca e Don Matteo ci hanno parlato come al solito del Vangelo secondo Blogbabel e noi, anche se la parabola della classifica la conoscevamo già, abbiamo fatto finta che fosse molto interessante che altrimenti si avevamo paura che Don Luca per punizione ci portasse in cima in cima ad un monte come ha fatto l’anno scorso. E non gli si è detto neanche che il film che ci ha portato a vedere la sera al cine, lo avevamo già visto l’anno scorso che in fondo noi a Don Luca gli si vuole molto bene lo stesso e allora certe cose facciamo finta di niente anche perchè c’è già Sorella Ilaria che si occupa di lui.
Venerdì invece è stata davvero una giornata fantastica perchè siamo andati a fare una bella gita in montagna e siccome sono venuti con noi anche Don Floris, Padre Filippo, Madre Serena e la Madre Badessa, noi bambini si è potuto giocare tranquillamente da soli anche se ad un certo punto c’erano dei bambini molto antipatici che non mi hanno voluto far entrare nella loro banda e che per liberarsi di me sono andati su in cima ad un rifugio. Ma tanto a me non mi importa niente.
Invece venerdì pomeriggio è arrivato un professore di italiano molto simpatico e noi si è potuto seguire la lezione comodamente seduti al bar a prendere l’aperitivo mentre per la lezione di musica che quest’anno abbiamo fatto in chiesa, siamo dovuti star seduti su delle panche strettissime che ci è venuto un po’ il culo tutto a scalini ma tanto dopo siamo andati al bar e ci è passato tutto lo stesso.
Ma lo sai caro diario che da quelle parti hanno una medicina che cura tutti mali? Si chiama “grolla” e nessuno ha mai capito con precisione cosa ci sia dentro.
Sabato poi era il giorno di Don Matteo che a lui del vangelo di Blogbabel non gli interessa tanto ma invece preferisce farci giocare nei locali dell’oratorio e infatti abbiamo fatto una sfida tremenda con la Nintendo Wii anche se poi Fra Gianluca ci ha portato a mangiare i fichi caramellati e anche se quest’anno erano pesche erano buonissime lo stesso. E poi in ristorante abbiamo fatto un gioco divertentissimo che non so chi lo avesse inventato ma te stavi seduto a tavola tranquillo tranquillo e siccome pioveva, ad un certo punto dagli ombrelloni cadeva uno scroscio d’acqua tremendo e non si sapeva mai a chi sarebbe toccato. Fortunatamente io mi sono riparata sotto al tetto di vetro mentre Madre Serena che al tetto di vetro non ci crede ha stravinto alla grande anche se non abbiamo potuto premiarla perchè Sorella Ilaria doveva portarci allo spettacolo del Mago Morgan che è uno dei maghi più bravi che esistono ed è venuto a posta per far divertire noi bambini di Kinder che si rischiava di arrivare in ritardo.
Comunque, caro diario, Morgan è davvero il mago più stupefacente che esista e a me è piaciuto tantissimo.
Poi sabato pomeriggio abbiamo giocato ancora con la Wii che Don Matteo ha detto che non avevamo finito e noi non si voleva dargli un dispiacere ma per fortuna alle sei c’era la lezione di Don Floris che ci ha spiegato delle cose molto interessanti anche se allora Don Matteo ha fatto un po’ lo scemino come sempre che però a noi ci fa ridere tanto.
Infine sabato sera, che la Madre Badessa che secondo me è sempre la migliore perchè non ci dice cosa dobbiamo fare ma è sempre gentilissima se gli chiedi qualcosa, ha detto che Don Luca poteva uscire in discoteca con noi e così siamo andati tutti a ballare e ci siamo divertiti tantissimo anche se Don Luca non ci fa toccare i suoi dischi e quando noi abbiamo detto che si voleva sentire l’ape Maya lui ha risposto che quei balocchi erano suoi e se non ci andava bene peggio per noi.
Comunque io ho ballato anche molti lenti stretti stretti e mi sono molto emozionata anche se non ricordo esattamente con chi.
Ora, caro diario, ti devo proprio salutare perchè sono molto stanca e devo ancora disfare lo zainetto. Speriamo di poter tornare in colonia anche l’anno prossimo anche se non sono sicura che Don Luca e Don Matteo dopo questo post mi vogliano ancora, speriamo solo che non leggano il mio diario!
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Viscontessa, 23 Luglio 2008
Dice l’oroscopo che grazie al sole che mi è entrato non ho capito bene dove, oggi le cose dovrebbero andare molto meglio. Io non ho sentito niente, neanche un leggero bruciore, e magari, visto che si parlava di sole, qualcosina avrei dovuto sentire.
Però può darsi che dipenda dal fatto che è ancora notte e il sole non lo si rivede fino a domattina.
Ora mi metto qui ad aspettarlo. (oroscopo del giorno)
Oggi ho detto una cosa molto intelligente, una così così intelligente che meriterebbe di essere rammentata per secoli come un aforisma famoso. Peccato che gli aforismi diventano famosi quando a pronunciarli è qualcuno di già famoso. (aforisma del giorno)
Puoi farti l’orticello in giardino e coltivare tutto quello che vuoi. Però non puoi coltivarti in giardino la tua marijuana perchè fa male.
E mangiarsi tre chili di cetrioli che maturano tutti insieme e altrimenti ti tocca buttarli via invece farebbe bene? (ricetta del giorno)
Al bar sotto casa sono arrivate due ragazze nuove. Stanno tutto il giorno e tutta la notte al bar. Ormai sono anni che osservo lo strano movimento di ragazze che vivono al bar per qualche mese e poi spariscono. “ma secondo te che ci fanno al bar tutto il giorno?” “forse uno stage formativo, anche la professione più antica del mondo ha bisogno di essere imparata”.
Da oggi le chiamerò le stagiste del bar. (fatto del giorno)
Da oltre un mese sono il visitatore n. 999.999 dello stesso sito. Mi dicono che ho vinto non so cosa ma siccome non mi decido a scoprirlo, da qualche giorno mi segnalano anche l’ora esatta nella quale sono diventata il novecentonovantanomilanovecentonovantanovesimo visitatore. (sciogli lingua del giorno)
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Viscontessa, 21 Luglio 2008
“stiamo facendo un buon lavoro” gli dico.
“in che senso?” mi risponde
“con i cani voglio dire”
“perchè, cosa stiamo facendo con i cani?”
“beh pensavo a Gandhi, quando posso mi faccio fotografare con lui, anzi non te l’ho ancora detto perchè non so quando esce e neanche se sceglieranno una delle foto con Gandhi ma insomma dovrebbe uscire un articolo… insomma ti farò sapere”
“e quindi?”
“ma come quindi? Quello della Patrizia lo vedo sempre sui giornali di gossip, Amarillis lavora in pubblicità, Gandhi fa il cane della viscontessa e… come si chiamava la cucciola che hai mandato a a Modena? Anche lei non lavora nel campo della moda?”
“Si certo e anche per la cucciola arrivata dalla Russia mi hanno contattato da una rivista specializzata che vuol dedicare il numero a questi cani, lei sarà in copertina”
“vedi?”
“vedi cosa?”
“No dico, stiamo facendo un buon lavoro”
“No, sto allevando una razza di cani da circo”
“Scusa ma quando ti sei messa ad allevare questi cani non volevi proprio offrire al mercato un cane molto particolare, scenografico, una specie di accessorio di lusso?”
“si, si certo”
“beh loro sono insuperabili, Gandhi di fronte alla macchina fotografica si mette persino in posa, tira su la zampina e si mette di profilo”
“si certo ma sono sempre cani”
“ma certo e nessuno gli impedisce di esserlo, infatti Gandhi quando non è di fronte alla macchina fotografica passa il tempo a laccarsi il pisello, a cercare di farsi i gatti, ad annusare il culo dell’altra cagnetta, insomma cose così. Dici che dovremmo dargli una femmina? ”
“Assolutamente no, altrimenti dopo è più difficile educarlo”
“Già certo, in fondo son sempre cani”
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